Ok, adesso tocca al Parlamento

Come sapete, la Consulta ha bocciato entrambi i quesiti referendari che intendevano abrogare il Porcellum.  Non è certo una cosa che mi faccia esultare, ma mi hanno insegnato che in una democrazia vera non si grida al regime quando arriva una sentenza che non ci piace. Come invece stanno facendo (con accenti diversi) Di Pietro e Nichi Vendola. E purtroppo anche qualche esponente del mio partito. Come sanno i lettori di questo blog, lo strumento del referendum mi lascia spesso un bel po’ dubbioso. Questa volta avevo firmato anche io, però, e speravo in un esito positivo. Non è arrivato, e mi dispiace. Ora penso che sarà difficile arrivare ad una convergenza dei maggiori partiti su un modello condiviso di legge elettorale : ogni partito finirà per pensare al proprio interesse particolare, lo so. Ma ho ancora un po’ di speranza. Penso che dobbiamo avere un po’ di fiducia nella capacità del Presidente Napolitano di costringere (letteralmente) i nostri riottosi partiti a cooperare per arrivare ad un risultato all’altezza delle aspettative dei cittadini. La posta in gioco, in termini di credibilità a rischio, è altissima. Penso che in molti se ne renderanno conto. Il discorso sulle primarie per i parlamentari, che qualcuno ha scelto di intraprendere, potrebbe essere interessante (se calibrato bene). Ma penso che faremmo meglio a non distrarci troppo. La legge elettorale va cambiata in Parlamento. Altri metodi possono essere utili solo come extrema ratio, ma chi vuole dare una mano per cambiare le cose forse dovrebbe cercare di mettere sui pressione sui partiti (nel nostro caso, sul Pd) per far sì che questo avvenga. I partiti, se saranno incapaci di trovare una soluzione, rischiano di perdere definitivamente la faccia. Ma se invece dovessero farcela, sai che botta per i populisti. Speriamo bene. Non voglio fare l’anima bella (quando mai) o essere irragionevolmente ottimista. Ma penso che gli ultimi mesi ci abbiano insegnato una cosa: che a volte basta avere al vertice una persona come Napolitano per far fare al paese dei balzi in avanti. Vedi appunto la formazione di questo governo, risultato insperato fino a qualche tempo prima. Non voglio attribuire superpoteri a Napolitano. Ma non penso che se ne starà con le mani in mano. Staremo a vedere.

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2 risposte a Ok, adesso tocca al Parlamento

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