Mentre sfogliavo la Rassegna Stampa della Camera di oggi, mi sono imbattuto in un articolo di Francesco Nucara sulla Voce Repubblicana. Lo ammetto, sono un fan di Nucara : cerco di non perdermi mai le sue performances a base di pesantissime inflessioni dialettali in Parlamento. L’articolo è una chiamata alle armi per le (risicate ma combattive) forze Repubblicane : “Appello ai Repubblicani, Ripartiamo”. Purtroppo, a parte il titolo, di trascinante c’è ben poco. Però anche stavolta Nucara non mi ha deluso : vale la pena di riportare un passaggio, di questo piccolo articolo del leader di un piccolo partito. Scrive Nucara :
“a tutti noi serve un’autocritica (..) : bisogna prima di tutto iniziare a considerare incarichi pubblici sotto una luce diversa dal prestigio e profitto personale”
Vi risparmio il resto. Mi è sembrato che valesse la pena di riportarlo, questo passaggio, e di farci un post. Perchè il candore con cui Nucara ammette che bisogna iniziare a considerare gli incarichi non solo per prestigio e profitto (profitto l’ha detto lui, non io, eh) è davvero stupefacente. Un po’ fa sorridere, un po’ immalinconisce. E’ un piccolo esempio di un pezzo di classe politica che cerca disperatamente di rifarsi un’immagine e di cercare nuovi sbocchi. Con esiti quasi comici, appunto. Vale la pena di riportarlo anche perchè sono giorni in cui si ascoltano da più parti grida di esultanza per il ritorno alla Prima Repubblica : fine del bipolarismo, ritorno di vecchi equilibri e così via. Un piccolo episodio come questo, di un ormai piccolissimo partito come quello dei Repubblicani, residuato appunto della Prima Repubblica, vale come piccolo promemoria : pezzi di Prima Repubblica sono ancora in giro, qua e là. E spesso non sono un bello spettacolo.
