Luca Sofri, commentando i fatti di Parma (arresti per corruzione di dirigenti comunali, con folla inferocita che tirava monetine) ha scritto che prova molto disprezzo per gli sciagurati traffichini arrestati, non tanto per i soldi che hanno intascato, ma per come ci abbruttiscono. E poi, come se non bastasse, su questo abbruttimento (come scrive sempre Sofri) qualcuno costruisce carriere politiche ed editoriali. Ed infatti, eccoli, sono già partiti all’attacco, i giacobini, hanno messo su il loro ghigno sprezzante d’ordinanza e si sono messi a soffiare sul fuoco. Il vice capo giacobino Peter Gomez, ad esempio, rievoca i fasti della cacciata di Craxi, e poi sposta l’attenzione su Roma, dove, a sentir lui, la Casta prepara leggi degne del peggiore dei regimi. Ovviamente uno dei peggiori indiziati è il vile Bersani, capo dei collaborazionisti, reo di essersi <<detto favorevole a una legge per vietare la pubblicazione delle intercettazioni irrilevanti>>
Cioè una cosa che ha a che fare con il buonsenso e la dignità, mentre invece i giacobini pretendono che si pubblichi tutto, senza fare distinzioni tra fatti penalmente rilevanti e non, gogna per tutti e non se ne parli più, che tanto i politici sono ladri per definizione, quindi non meritano nessun rispetto. I giacobini potrebbero almeno fare un semplice sforzo d’immaginazione. Se fossero pubblicate le loro conversazioni telefoniche, come si sentirebbero? Certo, non ci sarebbe traccia di reati, perchè i giacobini sono adamantini per definizione. Ma cosa proverebbero davanti allo sputtanamento nazionale delle loro antipatie, delle loro abitudini, delle loro eventuali scappatelle, dei vaffanculo che, spero, ogni tanto capita di pronunciare anche a loro? Non si sentirebbero spogliati della loro dignità di persone? Lo spero davvero per loro.
Proprio perchè ci sono ancora i giacobini, quando la gente arriva a tirare le monetine c’è da preoccuparsi. La gente incazzata si fida di loro. E loro, con un occhio al numero di copie vendute, sono pronti a portarci tutti, a furor di popolo, verso il peggiore dei disastri. Far uscire il peggio di noi stessi, e far diventare questo povero, sfortunato paese un posto ancora peggiore.
