Cose di cui non avremmo bisogno oggi

E buon 25 aprile anche a Maurizio Viroli, che sul Fatto Quotidiano scrive cose a dir poco discutibili. Prendendo spunto dalla ridicola proposta fatta qualche settimana fa da alcuni peones berlusconiani ( e sconfessata anche dal governo) di abolire la norma transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista, Viroli scrive cose di questo tipo :

La mentalità comune italiana è intrisa di anticomunismo, di razzismo, di disprezzo per il Parlamento e per i metodi della democrazia, per non parlare della spaventosa ignoranza storica. Ci sono parlamentari che copiano senza batter ciglio frasi intere del Manifesto degli intellettuali fascisti redatto da Giovanni Gentile nel 1925 per dare base ideologica al nuovo regime. In un contesto simile un partito fascista troverebbe facilmente proseliti.

E quando ciò avverrà, cosa faremo? Lo lasceremo prosperare fino a quando conquisterà il potere? O dichiareremo uno stato d’emergenza con leggi eccezionali che metteranno a repentaglio la libertà di tutti? Non trascuriamo poi il fatto che, appena abolita la norma, i fascisti sfileranno liberi ed esultati nelle piazze inneggiando al duce e ai campi di sterminio. Chi sarà allora in grado di impedire gravi disordini e inevitabili tragedie?

No, Viroli, gli italiani non sono un branco di violenti fascisti, come pensi tu.  Risparmiaci queste parole di disprezzo per la “mentalità comune”, che è una cosa molto più complessa ed inafferrabile del ritratto che ne fai nelle tue semplificazioni da intellettuale in perenne stato di allarme. Questo paese non ha bisogno di nuove chiamate ad una nuova Resistenza, nè del tuo allarmismo e dei tuoi cupi presagi, del tuo triste pessimismo. Questo paese ha bisogno di guardare avanti, di riacquistare fiducia, di essere finalmente più unito. Cerchiamo di evitare la tentazione di usare il 25 aprile come una clava, come l’ennesimo argomento per sentirci dalla parte giusta, immaginando che dall’altra ci sia il fascismo, la dittatura, il male assoluto. Buon 25 aprile, festa di tutti. Anche di chi non lo vuole festeggiare, ma ne gode i frutti lo stesso.

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